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Cosa è, perché muta e perché ci si ammala d’inverno

Cos’è l’influenza:

L’influenza è una malattia respiratoria acuta dovuta all’infezione da virus influenzali. È una malattia stagionale che, nell’emisfero occidentale, si verifica durante il periodo invernale. Il primo isolamento di virus influenzale nell’uomo risale al 1933 in Inghilterra (ma in precedenza erano stati isolati virus influenzali sia da polli che da suini). Da allora, ne sono stati identificati tre tipi differenti, costituenti il genere Orthomixovirus: il virus tipo A e il virus tipo B, responsabili della sintomatologia influenzale classica, e il tipo C, di scarsa rilevanza clinica (generalmente asintomatico). (fonte epicentro)

Cosa la differenzia dal raffreddore:


Influenza e raffreddore sono causati da 2 virus diversi. Anche l’etimologia delle parole è differente. Probabilmente la parola raffreddore deriva da una similitudine dei sintomi causati da una sindrome da raffreddamento, cioè tosse, starnuti, brividi, etc. mentre l’influenza si pensava fosse causata dall'”influenza” degli astri.

Perché muta:

Alla base della epidemiologia vi è la marcata tendenza di tutti i virus influenzali a variare, cioè ad acquisire cambiamenti nelle proteine di superficie che permettono loro di aggirare la barriera immunitaria presente nella popolazione che in passato ha subito l’infezione influenzale. Questo significa che le difese che l’organismo ha messo a punto contro il virus influenzale che circolava un anno non sono più efficaci per il virus dell’anno successivo.
Per questi motivi la composizione del vaccino deve essere aggiornata tutti gli anni e la sorveglianza è fondamentale per preparare il vaccino per la stagione successiva in base ai ceppi che hanno avuto maggior diffusione nell’ultimo periodo epidemico.  (fonte epicentro)

Perché d’inverno:

L’influenza prenderebbe il nome da una antica credenza che attribuiva la causa di questa malattia all'”influenza” degli astri, probabilmente anche nell’antichità si voleva dare una spiegazione alla stagionalità dell’influenza.
Oggi le credenze sono cambiate ma ci sono diversi motivi che potrebbero favorire la proliferazione dei virus dell’influenza d’inverno. Con il freddo il fisico, per mantenere una certa temperatura, consuma più energia e si può indebolire e di conseguenza le difese immunitarie si abbassano. Un’altro motivo potrebbe essere che d’inverno, sempre a causa del freddo, le mucose si irritano e questo causa tosse e starnuti che diffondono i virus.

Recentemente la ricerca avrebbe trovato un’altra concausa della stagionalità dell’influenza. La Professoressa di Ingegneria Civile e Ambientale, Linsey Marr (foto), nella sua ricerca “Relationship between Humidity and Influenza A Viability in Droplets and Implications for Influenza’s Seasonality“, spiega che gli ambienti riscaldati in inverno offrono una condizione favorevole alla diffusione dell’influenza. La ricerca è molto lunga e per essere chiari e sintetici possiamo dire che il clima caldo e secco che si crea d’inverno negli ambienti chiusi favorisce l’evaporazione dei virus dalle nostre secrezioni (muco, starnuti, colpi di tosse) che in questo modo si diffondono.

Caldo e umidità sono condizioni favorevoli alla proliferazione dei virus ma le umidità elevate ne impediscono l’evaporazione. Di conseguenza restano intrappolati nei nostri fluidi ed inoltre durante i periodi miti non vengono espulsi con tosse e starnuti. Queste dunque,  potrebbero essere le spiegazioni della sua stagionalità, oltre all’influenza degli astri.

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