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L’enorme esperimento nutrizionale è Fallito.

L’ovvia associazione, grasso = grasso, non sembra essere più così ovvia. Le modificazioni alimentari (di cui si è parlato ne La fine della guerra al grasso, estratto da un articolo uscito poche settimane fa sul Times) non hanno dato i risultati sperati. Anzi hanno prodotto nuovi pericolosi disturbi alimentari.
L’articolo del Times prosegue indicando anche il colpevole di questo madornale errore, Ancel Keys.

Il dottor Ancel Keys, fisiologo americano, a quei tempi era conosciuto per l’invenzione della razione K, la razione alimentare che i soldati americani portavano sul campo di battaglia.

Ma come può un uomo da solo dettare regimi alimentari a tutto il mondo?

Proprio quando il paese era in preda al panico a causa delle numerose vittime di infarto, improvvise e  misteriose, Keys aveva la soluzione. La colpa era il grasso.
Intuì che il grasso ostruisce le arterie, ed è la principale causa di infarto.
Teorizzò che eliminandolo dalla dieta sarebbe scomparso anche dalle arterie, Keys sapeva il fatto suo.
Condusse uno studio che chiamò Seven Countries Study. Mise in relazione abitudini alimentari e attacchi di cuore in gruppi di persone prese in sette paesi: America, Finlandia, Olanda, Italia, Yugoslavia, Grecia e Giappone.
Sembra inoltre che Keys avesse una personalità molto forte, capace di abbattere chiunque lo contrastasse.

Oggi il Seven Countries Study è molto criticato.

Alcune critiche osservano che non sono stati considerati paesi come la Germania o la Francia in cui l’incidenza di infarti rimaneva bassa nonostante il consumo di grassi fosse molto alto. Inoltre alcuni paesi, in cui fu osservato un basso consumo di grassi ed un basso tasso di infarti, stavano uscendo dalla II Guerra Mondiale, ed al momento dello studio avevano, forzatamente, un regime alimentare magro, a differenza delle loro normali abitudini a base di formaggio e carne.

Gli infarti sono collegati ad alti livelli di colesterolo è innegabile, è questo, Keys aveva ragione.
Ma oggi altre ricerche mostrano che sostituire i grassi con i carboidrati non riduce l’incidenza di infarti. Insomma, il problema è molto intricato.

 

Sembra che il colesterolo “cattivo”

alzi anche i livelli di colesterolo “buono” che aiuta a smaltire il colesterolo “cattivo”. Inoltre adesso abbiamo identificato diverse particelle di LDL (colesterolo cattivo), piccole e grandi. Con l’ingestione di grassi aumentano i livelli nel sangue di particelle LDL grandi, che sembrano essere innocui, adesso sembra che siano le piccole ad essere dannose, e sembrerebbero aumentare con l’ingestione di carboidrati per un meccanismo complesso che coinvolge i trigliceridi.
Insomma, a quanto pare ci sono anche anche il colesterolo “cattivo cattivo” e quello “cattivo buono”.

La situazione si complica, ed è meglio finirla qua.

La cosa che colpisce è di come le abitudini possano cambiare.

Così come ci siamo alleati agli americani nella guerra al grasso adesso, sempre insieme a loro, un po’ più ammaccati e malaticci di prima, stiamo deponendo le armi.
Negli scaffali dei supermercati diminuiscono gli alimenti light, gli oli vegetali sono quasi demonizzati e le diete dimagranti a base di carne spopolano.
Ci stiamo preparando per una guerra ai carboidrati?
Spero di no. La realtà è che la ricerca va avanti, ma non si può andare aventi senza commettere errori. Ognuno di noi può condurre una ricerca su se stesso e facendo spesso (almeno una volta l’anno) le analisi del sangue. Se qualcosa non va nei parametri alimentari (Colesterolo, Trigliceridi, etc …) prendere provvedimenti, mai drastici, e farsi aiutare da medici farmacisti e nutrizionisti.

Qualcuno potrebbe sentirsi offeso,

preso in giro da queste ultime scoperte sui grassi animali, magari chi ha fatto della propria dieta uno stile di vita, magari chi lo ha fatto e lo fa solo per apparire sano, bello e in forma, ma credo che chi invece è mosso da sentimenti più nobili come quelli rivolti alla sofferenza degli animali da macello e da allevamento sentendo queste notizie spera solo che non si creino nuove schiere di carnivori.

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